Il Corpo Musicale Città di Corsico, fondato nel 1879, ha come scopo il diffondere la musica popolare bandistica fra i giovani, come momento d’unione nella vita sociale e culturale. L’ingresso al corpo musicale è aperto a tutti, senza alcuna pretesa professionistica, ma solo il condividere l’amore e la passione per la musica, proponendosi al pubblico con un repertorio che va dal classico al moderno al popolare.

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BREVE STORIA DELLE BANDE

Figli della guerra

 Tutti noi, almeno una volta, passeggiando per le vie della città abbiamo incrociato una Banda Musicale in parata… E quanti di noi pensando alla Banda, nonostante la grande varietà di strumenti che la compongono, spesso ricordano in particolare gli ottoni, le trombe… strumenti spesso largamente utilizzati anche nelle fanfare militari. Ed è proprio in ambito militare che si rintracciano le prime antenate delle nostre odierne Bande. In particolare risalgono ai tempi degli antichi Romani i primi racconti folkloristici sul trionfo di vincitori di guerre, tornei tra gladiatori, ecc. “accompagnati” nel loro momento di gloria da complessi di fiati. Con la caduta del Sacro Romano Impero questo genere di manifestazioni si diradarono e, a meno di considerare i piccoli complessi di “paese”, bisogna attendere fino al XV secolo per ricominciare ad ascoltare le Bande durante le marce e le manifestazioni; Bande la cui strumentazione era ancora per la maggior parte composta di soli ottoni. Solo nella seconda metà del 700 la banda  arricchì di molto le sue capacità espressive grazie all’introduzione dei clarinetti. Col passare del tempo però la Banda conquistò anche un ruolo meno militare cominciando a far sentire la sua presenza “civile”. La Rivoluzione Francese, e i suoi ideali di uguaglianza, realizzarono infatti il trasferimento della cultura musicale, prima riservata ad un ristretto gruppo elitario, ad ogni livello della società e la Banda diventò così lo strumento “popolare” per eccellenza. Nell’ottocento anche alcuni grandi autori, tra cui Weber, Berlioz, Listz, Wagner e gli italiani Rossini e Ponchielli adattarono alcune pregevoli partiture per la Banda. Alcuni compositori d’opera, come Mozart, Beethoven e Verdi, costantemente alla ricerca di sonorità diverse introdussero in aggiunta alla normale orchestra sinfonica dei gruppi di fiati, rigorosamente fatti suonare dietro il palco. E’ così che la Banda comincia a suonare anche l’opera e l’operetta, chiaramente senza la presunzione di sostituirsi all’orchestra a teatro, ma cercando di portare nelle piazze anche le melodie operistiche, facendo fiorire il fenomeno della trascrizione e contribuendo a diffondere generi musicali difficilmente fruibili da parte della “piazza”. Fu così che alcuni direttori cercarono di allargare il repertorio inizialmente limitato a valzer e arie liriche introducendo brani e autori meno popolari, quali ad esempio Mendelssohn, non sempre però riscuotendo reazioni positive da parte degli ascoltatori. Un ulteriore sviluppo si ebbe nel XIX secolo per merito delle musiche militari prussiane. In  Italia uno dei primi Comuni a dotarsi di una Banda nel senso moderno del termine fu Roma nel 1871; i primi 80 musicisti furono affidati al M° Alessandro Vessella (1860-1929) da tutti considerato il “padre” della banda italiana. Grazie ai suoi sforzi non solo fu ampliato il repertorio bandistico ma fu anche istituito, presso il Conservatorio di Roma, il corso di Strumentazione per Banda. Appena conclusa la seconda guerra mondiale la Banda, come istituzione, visse un momento molto difficile legato non solo agli ovvi problemi economici e organizzativi tipici del periodo ma, soprattutto, alla diffusione di nuovi mezzi musicali: il disco, la radio e la televisione portarono infatti la musica (lirica e sinfonica, nazionale ed internazionale) in ogni casa appropriandosi di quella funzione divulgativa che da ormai un secolo era appannaggio quasi esclusivo delle Bande. Il livello qualitativo, a meno dei complessi militari, si abbassò e si cominciò a diffondere il pregiudizio che tutte le Bande siano uno spettacolo di “colore” ancorché spesso scadenti dal punto di vista strettamente artistico e musicale… cosa naturalmente non sempre rispondente alla realtà.  Oggi il confronto con complessi di paesi esteri in cui la pratica bandistica si svolge su tradizioni di solido professionismo e un migliore insegnamento impartito alle giovani leve, ha portato ad una rinascita della banda civile italiana e ad un netto innalzamento della sua qualità. La Banda rimane quindi sempre sinonimo di allegria e di festa, un fenomeno di aggregazione e di coesione tra gli appartenenti alla comunità che nella sua semplicità ci può far rivivere atmosfere e sentimenti troppo a lungo dimenticati pur senza tralasciare, od abbandonare, quella funzione divulgativa della musica che oggi, forse più che in passato, ci aiuta a ritrovare le radici della nostra cultura in una dimensione meno “consumistica” …